La Settimana Santa a Massafra prende il via il Giovedì Santo pomeriggio alle ore 17.30 con il pellegrinaggio del “Bordone”, a cura della Confraternita di Maria SS. del Monte Carmelo.
Dalla Chiesa del Carmine infatti, le poste dei “Pupiranni” o confratelli del Carmine (come vengono indicati nel dialetto locale i confratelli penitenti), partono “nazzicando” per raggiungere gli altari della Reposizione o Sepolcri, allestiti nelle Chiese della città.
Dopo circa settant'anni di assenza, nel 2016 è ritornato lo storico pellegrinaggio del “Bordone”, ossia la visita fatta a coppie dai confratelli agli altari della Reposizione con bastone del pellegrino, cappuccio calato e corona di spine. Tale penitenza prende il nome dal "Bordone" ossia il bastone (alto circa due metri) che i confratelli sorreggono tra le mani durante il pellegrinaggio. È un termine di etimologia incerta, il cui significato originario indicava un bastone con manico ricurvo utilizzato dai pellegrini.
Dopo la cerimonia di benedizione dei confratelli a cura del padre spirituale ed il saluto alle poste da parte del priore, inizia la processione penitenziale del “Bordone” che viene aperta dal confratello troccolante che, con il tipico suono a martello della “tric trac” (come viene comunemente denominata la troccola nel dialetto locale), muove i primi passi su Lungovalle Niccolò Andria, seguito dalle poste dei confratelli che, partendo dalla chiesa del Carmine con l’abito tradizionale di rito , attraverseranno la città vecchia (Chiesa dei Santi Medici, antica Chiesa Madre, Santuario Gesù Bambino, Duomo di S. Lorenzo), per giungere nella città nuova (Chiesa di S. Francesco da Paola, Chiesa di S. Leopoldo, Chiesa del Sacro Cuore) e per poi ritornare a notte fonda nella chiesa del Carmine posta nel borgo cittadino.
Il rientro della processione del “Bordone” è previsto per le 23.30.
Ad attendere i confratelli penitenti ci sono il priore della confraternita ed il padre spirituale che officia il rito di benedizione a fine pellegrinaggio.
LA STORIA – Una tradizione antichissima che affonda le sue radici nella storia della Confraternita (fondata nel 1575) e che si tramanda di generazione in generazione. Sulla processione del “Bordone” numerosi storici hanno lasciato una propria testimonianza.
Paolo Ladiana nel volume “Uomini, Fatti e Cose della vecchia Massafra”, riporta che tale tradizione esisteva già quando la Confraternita era alloggiata nell’oratorio della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, in piazza Garibaldi (demolita nel 1929), e che nella chiesa costruita dal Principe Feudatario Pappacoda la Confraternita del Carmine aveva un proprio altare, sul quale esercitava il diritto di Patronato e vi curava la celebrazione della messa della II domenica del mese, del turno delle quarantore e della festa della Titolare.
Inoltre il Ladiana ricorda che i confratelli si radunavano soprattutto “in ogni feria sesta di quaresima nelle ore serotine recitandosi dal Padre Prefetto la coronella delle cinque piaghe con canto dello Sabat Mater, facendosi l’Adorazione della Croce. Nel Giovedì Santo dacché si mette Gesù Cristo nel Sepolcro (la Confraternita) ha il diritto del Pellegrinaggio, andando per le visite delle Chiese a due a due i fratelli vestiti di sacco e con bordoni in mano. Tale tradizione si è tramandata di generazione in generazione sino agli anni ‘50. Successivamente il numero irrisorio dei confratelli iscritti, fece interrompere tale rito penitenziale”.
TESTIMONIANZE ARTISTICHE – Testimonianze della processione del “Bordone” nella città di Massafra le troviamo nel portone della Chiesa del Carmine, dove l’artista Balestra nel 1983 incise in un Bassorilievo in metallo, il particolare delle poste che partecipavano al rito del Bordone.
Anche l’artista Nicola Andreace, in alcune delle sue opere, ha raffigurato tale antica consuetudine del pellegrinaggio del Giovedì Santo.
- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal sito "GiornaleArmonia.it".
- Foto tratte dalla pagina facebook "Confraternita del Carmine Massafra".



